| Nell'ideare questa sezione del sito, mi sono più volte chiesto da dove iniziare. I chitarristi validi da ricordare ed analizzare sono così tanti, e mi risultava difficile sceglierne uno piuttosto che un'altro cui attribuire il titolo di eroe tra gli eroi. Chi scegliere: il più tecnico? il più veloce? il più eclettico? il più originale? il più strano? il più che cosa!!??!! e che cosa vuol dire il più? Così, per inaugurare questa rubrica, ho deciso volutamente di trascurare i "soliti" Page, Blackmore, Vai, Satriani, Hendrix, Clapton, che comunque troveranno sicuramente posto in avvenire, e di accendere per contro un riflettore su un artista forse non conosciuto come i precedenti, in quanto prematuramente e tragicamente scomparso a soli 25 anni, ma che per me rappresenta uno dei più validi esempi che tecnica e feeling possono coesistere fondendosi in un'espressione artistica assolutamente coinvolgente ed emozionante. | |
| Ho amato Randy
Rhoads sin dal primo solco di vinile che ho udito più di vent'anni fa.
Nei pochissimi anni di carriera ci ha lasciato testimonianza di una classe
cristallina ed una passionalità immensa. Non oso pensare a che cosa ci
avrebbe potuto regalare se fosse vissuto ancora per molti anni.
God Bless You Randy.
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| RANDY RHOADS | |