(martedì 3 gennaio 2006)
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Il mio primo approccio con il nominativo di Alessandro Pasqual risale alle notizie dell’ultimo Grappa Guitar Camp, monumentale iniziativa ideata e voluta dal vulcanico Frank Varano. Sulle recensioni e sui commenti apparsi sul sito di ACCORDO in merito alla maratona di jam e seminari tenutasi sul M. Grappa, ricorreva più volte il nome di questo chitarrista veneziano (di Jesolo in particolare) accompagnato da lusinghieri apprezzamenti sulle sue capacità di strumentista ed insegnante. Successivamente ebbi modo di conoscerlo personalmente, insieme a Frank, in occasione dell’ultimo OpenMic di Fingerpicking.net organizzato da Mr. Pacoseven in quel di Montecchio Maggiore. |
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| In quella circostanza, ricavai l’impressione di una persona schietta e generosa, una di quelle che, dopo cinque minuti con cui ci parli, ti sembra di conoscere da sempre. | |
Così, la notizia che Ale sarebbe venuto a suonare in quel di Schio ha fatto immediatamente partire l’adrenalina, trasformatasi in puro entusiasmo nell’apprendere che anche Frank, Minguccio (un “accordiano” doc) e Pacoseven sarebbero stati della partita.
Così eccoci alle “Due Spade”, locale situato in pieno centro della cittadina pedemontana, a due passi dal Duomo, e nel quale si respira da un lato la tipica atmosfera dell’osteria tradizionale veneta, con tavoli di legno scuro rettangolari, contrapposti al bancone in fondo all’ampia sala, mentre dall’altro, al posto di “quattro pensionati mezzo avvelenati…” si nota con piacere la presenza di una folta schiera di giovani (teniamo conto che si trattava di un martedì sera) a vivacizzare il locale, con i moderni “spritz” a sostituire le “ombre” tradizionali.
| Il set presentato da Alessandro, accompagnato in questa occasione da Rino Meneghel che si faceva carico dell’aspetto “lirico”, con una interpretazione al canto efficace e coinvolgente, prevedeva un viaggio trasversale tra alcuni classici del Rock, del Folk e del Blues, con qualche omaggio ai nostri cantautori (Battisti, De Andrè e Paolo Conte). Sotto il profilo prettamente chitarristico, emergeva un approccio diametralmente opposto tra i due attori: da una parte Rino, sanguigno e naif nel suo strumming ad accordi pieni che, senza concedere nulla al virtuosismo, assicurava un impatto ritmico pregevole per “tiro” ed intensità; dall’altra i veri e propri ricami di Alessandro, che pur caratterizzati da una tecnica impeccabile (direi quasi da video didattico), si distinguevano per gusto e “puntualità”, intendendo in ciò che non c’era una nota fuori posto! Immenso nei lick di impostazione country, con sfoggio di un efficace “Hybrid picking” nello stile di Albert Lee (significativo l’urlo entusiasta di Frank che alla fine di un solo inneggiava ad “Albert Pasqual”…) e grandissimo nei fraseggi blues, ricchi di patos e di contenuti tecnici carichi di raffinati cromatismi e “bending“ intonatissimi, lasciandomi la voglia di vederlo all'opera con una Tele, un ts9 ed un Fender valvolare..... |
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In questo modo, un paio d’ore sono letteralmente volate, con la sorpresa finale della “chiamata” sul palco di Minguccio prima e Frank dopo, per alcune scorribande sulle dodici battute della “musica del diavolo”. Una grande serata! Segnatevi questi nomi, e non perdetevi eventuali loro esibizioni in zona. L’entusiasmo ed il divertimento sono assicurati. Garantisco personalmente. |
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